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Siria. Aiuti per la popolazione sotto assedio

23 September 2016, 16:22 | Marco Trognoni

Libia: serve ampia visione e ricostruzione democratica

La Rete Italiana per il Disarmo e la Rete della Pace esprimono  forte preoccupazione sulla decisione da parte del Governo Italiano di procedere ad un intervento di natura militare in Libia, e ribadiscono la propria contrarietà a qualsiasi tipo di intervento armato.

La soluzione per la grave situazione conflittuale in corso da anni in Libia potrà derivare solo da una visione politica ampia che metta al primo posto la ricostruzione di un tessuto democratico a partire dal rafforzamento della società civile, cosa impossibile da effettuarsi con le armi.

A maggior ragione nel momento in cui all’imminente sconfitta di Daesh in Libia rischia di riaccendersi una guerra civile tra Tripoli e Tobruk come già evidente negli ultimi recentissimi sviluppi relativi alla avanzata delle milizie del generale Heftar, nella  cosiddetta Mezzaluna petrolifera.

La Rete Disarmo e La Rete per la Pace considerano inoltre fuorviante e problematico definire l’intervento di circa 300 effettivi dell’Esercito italiano, di cui solo una minima parte sarà personale medico, come un’azione di natura “umanitaria”.

Gli interventi umanitari seri e lungimiranti si compiono con le strutture ed organizzazioni formate in tal senso, non con unità militari. Consideriamo inoltre inaccettabile paragonare il dispiegamento di effettivi armati a Misurata, nel pieno del conflitto interno libico per il possesso delle aree di produzione petrolifere, all’intervento di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto che le nostre Forze Armate hanno condotto nelle regioni centrali dell’Italia.

Riteniamo pertanto ancora una volta sbagliato il ricorso allo strumento militare per cercare di risolvere una situazione che, ricordiamolo, è degenerata proprio a seguito di decisioni di intervento armato. Questa escalation inoltre finirebbe per pregiudicare ogni sforzo di mediazione del conflitto libico da parte del nostro Paese, al fine di prevenire una nuova guerra civile.

In tal senso Rete Disarmo e Rete per la Pace ribadiscono la propria proposta di una Conferenza internazionale con tutti i soggetti politici, sociali e civili della Libia nell’ottica di una strategia di costruzione della Pace “dal basso” che assicuri nel contempo l’incolumità delle popolazioni civili e la costruzione della stato di diritto.

Chiediamo a tal fine al Governo italiano di farsi portavoce di un impegno attivo per la soluzione negoziale che – per essere efficace e credibile – presuppone una neutralità tra le parti in causa in Libia e la capacità di convocare tutti i soggetti politici e sociali in uno sforzo di mediazione e “peacebuilding” volto ad evitare la destabilizzazione della Libia sia ad opera di forze interne che di potenze esterne.

Soldati italiani in Iraq? Errore da non ripetere

Nuovo carico umanitario in Rojava!

Comunicato stampa

Siria: la Cooperazione Italiana e Un ponte per… realizzano un nuovo convoglio umanitario in Rojava
Attrezzature sanitarie, farmaci, tende invernali e coperte per 20 mila persone inviati dalla Cooperazione Italiana e consegnati in Siria dall’organizzazione “Un ponte per…”

Roma, 5 dicembre 2015 – E’ arrivato ieri alla frontiera turco-irachena di Ibrahim Khali/Zako un nuovo carico umanitario di attrezzature sanitarie, medicinali, tende invernali e coperte destinate alla popolazione del Rojava, l’area a maggioranza curda della Siria che da oltre un anno resiste all’avanzata di Daesh (Stato Islamico) nella regione.

La spedizione, disposta dalla Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), è partita dal deposito delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi diretta a Dohuk, nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno (KRG), dove è stata presa in consegna per la distribuzione da “Un ponte per…”.

Il carico, del valore complessivo di 80.000 euro, è composto da attrezzature sanitarie, farmaci, 70 tende invernali e 450 coperte, che andranno a soddisfare le necessità di oltre 20.000 persone per i prossimi 3 mesi.

I medicinali saranno destinati agli ospedali del Rojava, in particolare quello della città di Qamishlo, e ai 15 Centri sanitari della Mezzaluna Rossa Curda, ed arriveranno fino a Kobane, la città simbolo della resistenza contro Daesh. Tende invernali e coperte saranno invece distribuite nei due campi profughi di Newroz e Roj, che hanno accolto migliaia di sfollati ezidi fuggiti dal Sinjar, ancora oggi costretti a vivere in condizioni precarie.

Si tratta della terza spedizione destinata alla popolazione del Rojava, dopo quelle già effettuate il 3 maggio e il 3 giugno 2015, nate dalla collaborazione tra MAECI, Ufficio Otto per mille della Tavola Valdese e “Un ponte per…”.

Considerando la difficoltà di accesso al territorio siriano, l’arrivo di questi aiuti è estremamente importante per l’inverno. Le tende e le coperte in particolare saranno di estremo aiuto per le centinaia di migliaia di sfollati che vivono all’interno del territorio siriano.

“Il Rojava è un’esperienza unica di costruzione di convivenza, attraverso la partecipazione e l’autogoverno: è necessario sostenere il suo popolo che vive sotto assedio e combatte Daesh, con aiuti materiali e facendogli sentire la nostra presenza. Questi aiuti sono importantissimi per dare un concreto segnale di solidarietà da parte italiana e per costruire ulteriori ponti di pace”, ha detto Domenico Chirico, direttore di “Un ponte per…”, esprimendo soddisfazione per la buona riuscita di questa operazione umanitaria.

Maggiori informazioni sul lavoro in Siria e Rojava a questo link: http://www.unponteper.it/tag/rojava/page/1/

Come sostenere il nostro impegno per la Siria:

– Banca: Banca Popolare Etica
IBAN: IT52 R050 1803 2000 0000 0100 790
Intestato a: Un ponte per… – Causale: Un ponte per il Rojava

– Online: clicca qui.